Maresciallo della Militare Marina italiana in servizio presso il Comando Stazione Navale di Brindisi, in concorso con un capitano di fregata esercente le funzioni di capo servizio amministrativo del comando della stazione navale indicata, abusando della loro qualità e dei loro poteri, avrebbero indotto i rappresentanti legali e amministratori di alcune imprese e società, a rinunciare alla esecuzione dei lavori, così "dando" indebitamente utilità ad altre imprese. La Cassazione annulla limitatamente alla individuazione e alla quantificazione del profitto e rinvia per nuovo esame sul punto al Tribunale di Brindisi.