INGIURIA E DIFFAMAZIONE
Corte cost., 12/10/2017, n. 215
INGIURIA E DIFFAMAZIONE
REATO MILITARE
La mancata ricomprensione della norma impugnata nell'ambito della abrogazione di numerose figure di reato – tra cui l'art. 594 c.p. – da parte del D.Lgs. n. 7 del 2016 rientra tra le scelte che il legislatore può compiere discrezionalmente, incontrando il limite della manifesta irragionevolezza. Il mantenimento dell'ingiuria tra militari nell'area del penalmente rilevante, pur quando commessa per cause estranee al servizio o alla disciplina militare , trova ragionevole fondamento nelle basilari esigenze di coesione dei corpi militari, senza che ciò incida negativamente sullo spirito democratico cui va uniformato l'ordinamento delle Forze armate. Non risulta affatto irragionevole, infatti, imporre al militare una più rigorosa osservanza di regole di comportamento, anche relative al comune senso civico, quali quella di non recare offesa all'onore o al decoro di altri soggetti inseriti nel medesimo ordinamento, continuando così ad assistere con sanzioni penali le eventuali infrazioni a tali regole.
16-11-2017 15:01
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