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Sentenza

Commissione di avanzamento per la promozione al grado superiore di un militare. ...
Commissione di avanzamento per la promozione al grado superiore di un militare. Poteri del Giudice amministrativo.
T.A.R. Lazio Roma Sez. I bis, 30-01-2019, n. 1187

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1910 del 2011, proposto da

F.G.O., rappresentato e difeso dagli avvocati Fabrizio Foiani e Walter Guarini, con domicilio eletto presso lo Studio Legale dell'avv. Vittoria Caruso in Roma, Piazzale degli Eroi, 8;

contro

Ministero della Difesa, Comando Legione Carabinieri Umbria Ufficio Personale, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, ciascuno in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura dello Stato, presso cui domiciliano in Roma, via dei Portoghesi, 12;

Commissione di Valutazione ed Avanzamento del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, non costituita in giudizio;

nei confronti

M.D.T., non costituito in giudizio;

per l'annullamento

del Provv. del 22 novembre 2010 (protocollo N. (...)), notificato in data 02.12.2010, con il quale il Comando Legione Carabinieri Umbria, SM - Ufficio Personale, d'ordine del Capo di Stato Maggiore Col. I.V., comunicava al Maresciallo Capo O.F.G. che "La Commissione di Valutazione ed Avanzamento del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, preposta alla valutazione del personale dei Ruoli Ispettori e Sovrintendenti, in relazione all'avanzamento del personale appartenente al ruolo degli Ispettori e Sovrintendenti dell'Arma dei Carabinieri, Aliquota 31.12.2009, Avanzamento "a scelta" dei Marescialli Capo" ha giudicato", l'odierno ricorrente, "idoneo, col punto di merito 18,24, inserendolo al n. 3045 del Quadro di Avanzamento composto da n. 3741 unità";

nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa, del Comando Legione Carabinieri Umbria Ufficio Personale e del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 gennaio 2019 la dott.ssa Rosa Perna e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Svolgimento del processo

1. Con il ricorso in epigrafe, notificato in data 4 febbraio 2011 e depositato il successivo 2 marzo, l'odierno esponente impugnava il provvedimento di idoneità all'avanzamento a scelta dei Marescialli Capo, Aliquota 31.12.2009, con punteggio di merito 18,24 ed inserimento al n. 3045 del Quadro di Avanzamento composto da n. 3741 unità, chiedendone l'annullamento.

Il ricorrente, Maresciallo Capo, rappresentava di aver ricevuto la suddetta comunicazione relativa all'Avanzamento di cui all'Aliquota del 31.12.2009 dopo che, in relazione al medesimo oggetto - Avanzamento a scelta dei Marescialli Capo - , gli era stata comunicata l'idoneità con punteggio di merito di 18,05 ed inserimento al n. 2282 del Quadro di Avanzamento dell'Aliquota del 31.12.2008 e l'idoneità con punteggio di merito di 18,24 ed inserimento al n. 1655 del Quadro di Avanzamento dell'Aliquota del 31.12.2007. Dunque, il Sig. O. evidenziava di aver ottenuto un punteggio di merito pari a quello dell'aliquota del 31.12.2007 e di aver subito la perdita di 763 posizioni rispetto alla precedente aliquota del 31.12.2008.

2. Tanto premesso, avverso il suddetto provvedimento articolava i seguenti motivi di ricorso:

I. Eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei fatti posti a fondamento dell'emanazione del provvedimento.

La valutazione della Commissione sarebbe viziata ab origine da un macroscopico, riconoscibile errore obiettivo di fatto: i periodi in cui l'odierno ricorrente ha assunto il Comando Interinale dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Città di Castello - dal 17.07.2006, dal 19.03.2007 e dal 03.09.2007 - non sarebbero stati comunicati tempestivamente. Dunque, il ritardato aggiornamento di tali dati si sarebbe tradotto nell'attribuzione di un punteggio inferiore, inadeguato rispetto a quello che sarebbe stato di competenza dell'odierno ricorrente.

II. Eccesso di potere sotto il profilo dell'illogicità e contraddittorietà dell'atto nonché del difetto di motivazione e di istruttoria.

Il livello costantemente positivo dei precedenti di carriera non sarebbe stato adeguatamente vagliato dalla Commissione. L'incongruenza del giudizio si paleserebbe nell'assoluta inadeguatezza del punteggio assegnato al ricorrente, non avendo la Commissione tenuto conto delle positive risultanze documentali e del suo curriculum: non sarebbero stati valutati gli encomi, gli elogi, gli incarichi ricoperti e la specifica progressione di carriera; inoltre, l'O. non avrebbe precedenti penali in corso né sanzioni disciplinari o condanne a suo carico.

Il provvedimento impugnato risulterebbe altresì viziato da insufficiente motivazione e carenza di istruttoria.

3. In data 8 marzo 2011 si costituiva formalmente in giudizio l'intimata Amministrazione.

Non si costituiva il controinteressato, pur ritualmente intimato.

4. Alla pubblica udienza dell'11 gennaio 2019 la causa è stata trattenuta in decisione.
Motivi della decisione

1. Il ricorso è infondato e deve essere respinto.

2. L'odierno esponente, con il primo motivo di doglianza, lamenta eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei fatti, posto che il ritardato aggiornamento del periodo di Comando Interinale dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Città di Castello - svolto dal 17.07.2006, dal 19.03.2007 e dal 03.09.2007 - si sarebbe tradotto nell'attribuzione di un punteggio inferiore ed inadeguato rispetto a quello che sarebbe stato di sua competenza.

2.1 La censura non è meritevole di favorevole considerazione.

2.2 Dall'analisi della documentazione allegata dalla parte ricorrente, il Collegio rileva l'omessa indicazione del periodo di Comando Interinale svolto dall'O. - dal 17.07.2006, dal 19.03.2007 e dal 03.09.2007 - nel Sistema Informativo del 14.11.2008, rintracciabile, invece, nella stampa del successivo Sistema Informativo del 5.12.2010. Per effetto di tale omissione, dunque, il suddetto periodo svolto dal ricorrente non sarebbe stato considerato dalla competente Commissione valutatrice per l'avanzamento a scelta dei Marescialli Capo, Aliquota 31.12.2009.

2.3 Sul punto, il Collegio non può mancare di considerare che la mancata valutazione è avvenuta, non già a causa di una svista operata dalla Commissione, che correttamente non poteva che tenere conto di quanto risultante dalla documentazione personale, ma, più a monte, in ragione della mancata annotazione del suddetto periodo di comando svolto tra il 2006 e 2007 nel Sistema Informativo del 2008. In altri termini, la lesione è stata determinata in via diretta dal ritardo nella annotazione di detto periodo nella documentazione personale che, a sua volta, ha determinato, in via mediata, una penalizzazione ai fini dell'avanzamento.

Tuttavia, al riguardo, giova rilevare che - come la giurisprudenza ha più volte ribadito - "i militari inclusi nelle aliquote di avanzamento sono posti nella condizione di controllare che la Commissione disponga di tutta la documentazione necessaria al fine di effettuare una valutazione completa di ogni elemento" (TAR Lazio, Sez. I bis, 16 marzo 2005, n. 1869).

2.4 Con riferimento specifico alla situazione del ricorrente, risulta in atti che il medesimo non ha impugnato la propria documentazione personale: è all'evidenza come il ricorrente avesse avuto per tempo, e comunque sin dal 2008 (data della stampa del Sistema Informativo), l'opportunità di verificare la mancata annotazione del periodo di Comando Interinale svolto tra il 2006 e il 2007, ma non avesse ritenuto di dolersene, avendo omesso di contestare tempestivamente tale mancanza. Non essendosi tempestivamente gravato avverso le pretese incompletezze od omissioni della sua documentazione personale, il ricorrente ha prestato acquiescenza ad essa, quanto a consistenza e contenuto, che dunque non possono più essere censurati in sede di impugnativa del giudizio di avanzamento.

2.5 Ne consegue l'infondatezza del gravame nella parte in cui la ricorrente contesta l'illegittimità del provvedimento per eccesso di potere sotto il profilo del travisamento dei fatti posti a fondamento dell'emanazione del provvedimento impugnato, in quanto le censure dedotte dal ricorrente - con riguardo alle omissioni del Sistema Informativo del 14.11.2008 - avrebbero dovuto essere tempestivamente proposte (TAR Lazio, Sez. I bis, 16 marzo 2005, n. 1869; TAR Lazio, Sez. I bis, 26 novembre 2005, n. 12390) mentre risultano in questa sede inammissibili.

3. Del pari da disattendere è la censura mossa del provvedimento impugnato per eccesso di potere sotto il profilo dell'illogicità e contraddittorietà, nonché per difetto di motivazione e di istruttoria.

3.1 Preliminarmente il Collegio ritiene utile considerare che il giudizio espresso dalla Commissione ai fini dell'avanzamento costituisce una valutazione di merito insindacabile dal giudice amministrativo.

3.1.1 Le valutazioni svolte dalla Commissione di avanzamento per la promozione al grado superiore sono connotate da ampia discrezionalità tecnica ed hanno riguardo alla percezione globale e complessiva delle qualità manifestate dal militare. Resta precluso al giudice amministrativo invadere l'ambito delle valutazioni apportate dalla Commissione di avanzamento, dovendo il giudizio rimanere limitato ad una generale verifica della logicità e razionalità dei criteri seguiti in sede di scrutinio (TAR Lazio, Sez. I bis, 5 febbraio 2018, n. 1427; Cons. Stato, Sez. IV, 23 ottobre 2017, n. 4860). Ciò comporta che la discrezionalità tecnica della Commissione è sindacabile solo in presenza di valutazioni macroscopicamente incoerenti o irragionevoli, così da comportare un vizio della funzione (Cons. Stato, Sez. IV, 23 giugno 2015, n. 3146; TAR Lazio, Sez. I bis, 5 gennaio 2012, n. 134).

Dunque, il giudice non può sostituire propri criteri di valutazione a quelli utilizzati dall'Amministrazione ma deve solo accertare se questi, nel loro insieme, siano palesemente incoerenti, ossia non omogenei, nei confronti dei diversi candidati (Cons. Stato, Sez. IV, 28 dicembre 2016, n. 5505; TAR Lazio, Sez. I, 9 aprile 1997, n. 555). Specificamente, il sindacato del giudice amministrativo si deve limitare a verificare se il giudizio espresso sia stato determinato da un errore nell'acquisizione dei fatti determinati oppure da un macroscopico errore nell'apprezzamento e nella valutazione degli stessi elementi, talmente abnorme e grossolano da essere evidente a chiunque, ovvero sia stato determinato dalla violazione delle regole del procedimento valutativo, in primis dall'adozione di un criterio di valutazione diverso da quello prescritto dalla normativa in materia, oppure quest'ultimo sia applicato con metro di valutazione difforme per i diversi candidati (TAR Lazio, Sez. I bis, 28 maggio 2018, n. 59412; 8 febbraio 2017, n. 2143; 19 febbraio 2016, n. 2207; 21 maggio 2014, n. 5353; 10 marzo 2014, n. 2746).

In definitiva, il vizio di eccesso di potere non può essere ravvisato se la sua individuazione comporta la sostituzione valutativa del giudice con quella espressa dalla Commissione sulle singole qualità, né è consentito al giudice la estrapolazione di singoli giudizi, tralasciando la visione globale di ciascuna posizione.

3.2 Richiamati questi principi di carattere generale, che costituiscono la delimitazione dell'ambito entro cui può esercitarsi il sindacato giurisdizionale, il Collegio osserva che, nel caso si specie, non è ipotizzabile un eccesso di potere.

Dall'esame della documentazione personale in atti del ricorrente, non emergono elementi tali da evidenziare un'illogicità del giudizio, come espresso dai componenti della Commissione, trattandosi invero di candidati dotati di profili di carriera pressoché simili, le cui qualità sono apprezzabili solo attraverso sfumature di merito, implicanti una ponderazione non aritmetica delle risultanze documentali, che esula dal sindacato di legittimità di questo giudice. La documentazione attesta, dunque, che il ricorrente ha mostrato doti e impegno meritevoli di apprezzamento ma, comunque, non si presta a rivelare la manifesta illogicità e/o contraddittorietà del giudizio e del punteggio assegnato.

3.3 Per le ragioni illustrate, il Collegio non ravvisa, dunque, quei macroscopici vizi in presenza dei quali soltanto l'operato dell'Amministrazione può essere censurato.

4. Infine, in ordine alla perdita di posizioni subita dal ricorrente rispetto alla precedente aliquota del 31.12.2008, il Collegio rileva che la procedura di valutazione per l'avanzamento a scelta non comporta la redazione di una graduatoria permanente da aggiornare annualmente aggiungendo per ciascun candidato un punteggioulteriore in corrispondenza dei titoli maturati. Si tratta di tornate valutative autonome, in cui ogni anno la Commissione Superiore di Avanzamento - composta anche di membri diversi - valuta ex novo i candidati, esprimendo le valutazioni di propria competenza senza essere vincolata a quelle formulate in precedenza, stante il principio di autonomia delle valutazioni sancito dalla normativa in materia, per cui risulta ben possibile che una Commissione utilizzi una gamma di votazioni diversa e, soprattutto, che l'ingresso di nuovi Ufficiali da valutare - in possesso di maggiori titoli - comporti una mancata progressione o addirittura una perditadi posizione da parte degli Ufficiali già sottoposti precedentemente a valutazione (TAR Lazio, Sez. I bis, 29 dicembre 2017, n. 12784).

Si tratta, dunque, di una conseguenza naturale del meccanismo di avanzamento a scelta, che si differenzia dall'avanzamento per mera anzianità, proprio perché non è possibile "cumulare" punteggio da un anno all'altro, ma si deve ogni volta fronteggiare la competizione ex novo con una platea di pari grado che è continuamente incrementata dai pari grado di nuova nomina, con conseguente possibilità di essere "postergato in graduatoria" anche di moltissime posizioni, come accaduto nel caso del ricorrente (TAR Lazio, Sez. I bis, 1 marzo 2017, n. 3009).

4.1 Nel caso di specie, il fatto che il ricorrente abbia mantenuto lo stesso punteggio dell'aliquota del 31.12.2007 non può essere ritenuto indicativo dell'illegittimo operato della Commissione, stante il ribadito principio dell'autonomia delle valutazioni operate dalle diverse Commissioni impegnate nelle diverse tornate valutative.

5. Per le suesposte ragioni il ricorso non è, nel suo complesso, meritevole di favorevole considerazione e va, pertanto, rigettato.

6. Il Collegio ritiene che sussistano giusti motivi per compensare tra le parti le spese di lite.
P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2019 con l'intervento dei magistrati:

Concetta Anastasi, Presidente

Rosa Perna, Consigliere, Estensore

Fabrizio D'Alessandri, Consigliere
Massime	Classificazione	Nuova Ricerca
Avv. Antonino Sugamele

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