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Sentenza

Il procedimento relativo alla documentazione caratteristica del personale milita...
Il procedimento relativo alla documentazione caratteristica del personale militare non ha natura sanzionatoria ma è strumento organizzativo del quale si avvale l'Amministrazione per fotografare, in relazione a determinati periodi di tempo ed in prospettiva degli avanzamenti di carriera, l'efficienza dei propri dipendenti.
T.A.R. Lazio Roma Sez. stralcio, 08/09/2020, n. 9352
REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Stralcio)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 9549 del 2010, proposto da -OMISSIS-, rappresentato e difeso dapprima dagli avv. Francesca Gatta e Maddalena Cioci e successivamente dagli avv. Marco Cocilovo e Mauro Di Monaco, con domicilio eletto presso lo studio dell'avv. Cocilovo in Roma, via in Arcione 98;

contro

Ministero della difesa e Comando generale dell'Arma dei carabinieri, non costituiti in giudizio;

per l'annullamento

1) dei documenti caratteristici e della -OMISSIS-, relativa al periodo 2 gennaio 2009 - 1 gennaio 2010, notificata il 17 luglio 2010, con cui è stato attribuito al ricorrente il giudizio complessivo di "inferiore alla media";

2) di ogni altro atto presupposto, preparatorio, connesso e consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica di smaltimento del giorno 24 luglio 2020 il dott. Valerio Torano, in collegamento da remoto in videoconferenza, secondo quanto disposto dall'art. 84, comma 6, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, in L. 24 aprile 2020, n. 27;
Svolgimento del processo - Motivi della decisione

1. --OMISSIS- è un appuntato scelto dell'Arma dei carabinieri cui è stata notificata il 17 luglio 2010 la scheda di valutazione n. 37, relativa al servizio prestato presso la stazione di-OMISSIS-nel periodo dal 2 gennaio 2009 al 1 gennaio 2010, nella quale è stato giudicato "inferiore alla media".

2. - In relazione al suddetto giudizio, con il ricorso all'esame, avviato per la notifica il 2 novembre 2010 e depositato il successivo giorno 9,-OMISSIS- ha impugnato il provvedimento indicato in epigrafe, lamentando i seguenti vizi di legittimità:

I) eccesso di potere per carenza di istruttoria, poiché non vi sarebbe alcuna aderenza tra il rendimento svolto nel corso dell'anno 2009 e il giudizio espresso dal sottufficiale compilatore, che non ha supportato le proprie affermazioni con alcun riferimento fattuale, e dall'ufficiale revisore, che ha un rapporto solo mediato con il militare valutato; inoltre, nella redazione della scheda valutativa impugnata non sarebbero stati acquisiti gli interessi rilevanti ai fini della decisione;

II) violazione dell'art. 3, L. 7 agosto 1990, n. 241, oltre a eccesso di poter per contraddittorietà, dato che non emergerebbero fatti tali da giustificare "un giudizio talmente negativo", che si discosterebbe così gravemente dalla valutazione ottenuta nell'anno precedente.

A sostegno delle proprie ragioni il ricorrente ha chiesto l'acquisizione dei fogli di servizio del periodo di interesse, al fine di desumervi le operazioni cui ha preso parte e l'effettivo rendimento da egli raggiunto.

Alla pubblica udienza straordinaria di smaltimento del 24 luglio 2020 la causa è stata trattenuta per la decisione.

3 - Il ricorso è infondato.

3.1 È preliminarmente inammissibile la richiesta istruttoria formulata dal ricorrente.

Infatti, è noto che i giudizi sul personale militare formulati dai superiori gerarchici con le schede valutative sono espressione di discrezionalità tecnica che concerne le capacità e le attitudini proprie della vita militare e che, come tali, impingono nel merito dell'azione amministrativa, soggiacendo al sindacato del giudice amministrativo nei limiti dell'arbitrarietà, irrazionalità, illogicità e travisamento dei fatti, che spetta al ricorrente dimostrare (TAR Friuli-Venezia Giulia, sez. I, 10 luglio 2019 n. 315). Ciò comporta che, di là dei vizi di legittimità, la correttezza sostanziale, la validità e l'attendibilità delle valutazioni espresse dall'Amministrazione non possono essere esaminate in sede giurisdizionale - potendo essere prospettate solo in sede di ricorso gerarchico - in quanto costituiscono una tipica valutazione di merito riservata all'Amministrazione (TAR Lazio, Roma, sez. I, 19 luglio 2018 n. 8153; sez. I, 8 settembre 2016 n. 9579; sez. I, 20 gennaio 2015 n. 965; sez. I, 30 gennaio 2014 n. 1166; sez. I, 28 agosto 2013 n. 7978).

Ebbene, con la propria richiesta istruttoria il ricorrente intende precisamente acquisire documenti utili a consentire la sostituzione degli apprezzamenti del giudice con quelli dell'Amministrazione, andando a sindacare proprio la correttezza sostanziale e l'attendibilità dei giudizi che ha riportato, cioè andando a censurare aspetti del merito dell'azione amministrativa che non possono trovare ingresso in un giudizio di sola legittimità.

3.2 Stante la loro stretta connessione possono essere esaminati congiuntamente i mezzi di impugnazione articolati dal ricorrente, che riguardano la violazione dell'obbligo di motivare il provvedimento ex art. 3, L. n. 241 del 1990, e lamentano anche la presenza di un eccesso di potere per difetto di istruttoria e contraddittorietà che si sarebbe riflesso nella motivazione della scheda gravata.

Ambo i motivi di doglianza ipotizzati sono privi di fondamento.

Sul punto, si osserva che il procedimento relativo alla documentazione caratteristica del personale militare non ha natura sanzionatoria ma è strumento organizzativo del quale si avvale l'Amministrazione per fotografare, in relazione a determinati periodi di tempo ed in prospettiva degli avanzamenti di carriera, l'efficienza dei propri dipendenti (TAR Piemonte, sez. I, 30 dicembre 2019 n. 1290). La scheda valutativa esprime sinteticamente le diverse qualità e capacità del militare nel periodo di riferimento e si estrinseca in apprezzamenti qualitativi sulle stesse, sicché non occorre che l'eventuale valutazione negativa sia sorretta da documentate contestazioni relative a violazioni dei doveri d'ufficio, oppure da specifici addebiti comportamentali, bastando che la documentazione caratteristica esprima, in termini riassuntivi e logicamente coerenti, il rendimento in servizio dell'interessato (TAR Friuli-Venezia Giulia, sez. I, 10 luglio 2019 n. 315). Infatti, un obbligo di specifica motivazione in materia di documentazione caratteristica si pone solo nel caso di attribuzione di valori estremi, sia in senso positivo che negativo, giacché le schede valutative dei militari non debbono contenere un elenco analitico di fatti e circostanze relative alla carriera o ai precedenti di servizio, ma debbono formulare un giudizio sintetico su tali caratteristiche riscontrate nel complesso della prestazione resta nel periodo considerato ai fini valutativi (TAR Lazio, Roma, sez. I, 10 dicembre 2013 n. 10659). In definitiva, quindi, non dovendo la scheda valutativa del militare contenere un elenco analitico di fatti e circostanze relative alla carriera e ai precedenti di servizio, per rispondere all'obbligo di motivazione non è necessario che il documento menzioni fatti o circostanze in occasione delle quali il ricorrente si sia comportato in conformità alla tipologia del giudizio riportato (ius receptum: TAR Campania, Napoli, sez. VI, 28 novembre 2018 n. 6891; sez. VI, 4 aprile 2017 n. 1798; TAR Emilia-Romagna, Bologna, sez. II, 27 ottobre 2015 n. 931; TAR Sicilia, Catania, sez. III, 25 marzo 2015 n. 840).

Nella specie, atteso che la qualifica di "inferiore alla media" non è la peggiore possibile, dato che al di sotto di essa vi è quella di "insufficiente", non solo non è configurabile un obbligo di analitica motivazione nei termini ipotizzati dal ricorrente, ma neppure un obbligo di istruttoria volto a raccogliere circostanze utili a dare evidenza nella scheda valutativa di ogni singolo fatto attinente al servizio reso, dato che, come detto, il giudizio de quo è per sua natura sintetico e ampiamente discrezionale.

Inoltre, in relazione al valore che parte ricorrente annette alle schede valutative di periodi precedenti, si rileva che il documento caratteristico del personale militare fotografa il rendimento complessivo del giudicando limitatamente a un predeterminato lasso temporale, senza che fatti precedenti o successivi possano interferire nella valutazione, di modo che, vigente il principio dell'autonomia dei giudizi riferiti ai diversi periodi di servizio considerati, ogni nota caratteristica è autonoma, cioè indipendente, dall'altra e la diversità di valutazione tra un periodo anno ed un altro, costituendo un evento fisiologico, non richiede particolari spiegazioni (TAR Abruzzo, Pescara, sez. I, 5 luglio 2018 n. 226). Considerato, poi, che la valutazione è eseguita periodicamente e si riferisce esclusivamente al periodo di tempo preso in esame, non è configurabile alcun affidamento meritevole di tutela circa il mantenimento della superiore qualifica precedentemente conseguita (TAR Emilia-Romagna, Bologna, sez. I, 10 dicembre 2019 n. 956; TAR Piemonte, sez. I, 16 ottobre 2015 n. 1431).

Nel caso all'esame, invece, il ricorrente argomenta proprio sulla sua aspettativa a mantenere il più favorevole giudizio di "nella media", riportato nella precedente scheda valutativa, che peraltro è soltanto immediatamente superiore a quello contestato.

4. - La mancata costituzione dell'Amministrazione della difesa comporta il non luogo a provvedere sulle spese di giudizio.

5. - Si ritiene che sussistano i presupposti di cui agli artt. 52, commi 1 e 2, D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e 10, reg. (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità del ricorrente.
P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione prima stralcio, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Nulla per le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1 e 2, D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e all'art. 10, reg. (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 luglio 2020, tenutasi mediante collegamento da remoto in videoconferenza, ai sensi dell'art. 84, comma 6, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, conv. nella L. 24 aprile 2020, n. 27, con l'intervento dei magistrati:

Roberta Ravasio, Presidente FF

Lucia Gizzi, Consigliere

Valerio Torano, Referendario, Estensore
Avv. Antonino Sugamele

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